Pseudolo, protagonista e servo fidato di Calidoro, è disposto ad aiutare il giovane padrone in qualsiasi modo, ideando brillanti imbrogli e stratagemmi. Egli è non curante dell'autorità, sprezzante della condizione schiavile, abile persuasore e oratore. È proprio del tòpos del servus callidus plautino ed è un esempio di "nome parlante", infatti Pseudolo significa "bugiardo".

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Calidoro vuole appropriarsi dell'amata cortigiana Fenicia, già promessa a un soldato macedone in cambio di venti mine; così, interpella Pseudolo, suo fedele ed astuto schiavo, il quale promette di escogitare un piano per liberarla. Il militare ha già depositato un anticipo di quindici mine al lenone Ballione, con la promessa che il suo servo Arpace consegnerà le cinque restanti portando con sé un contrassegno prestabilito. Pseudolo raggira Arpace e lo convince a consegnargli la lettera recante il contrassegno, fingendosi schiavo di Ballione. Grazie all'aiuto di Calino ottiene le cinque mine restanti e con esse uno schiavo, Scimmia. Costui, fingendosi Arpace, si reca da Ballione e preleva Fenicia dal lenone. Calidoro così ottiene la sua amante e Pseudolo, come ricompensa la libertà e vino in abbondanza.

Foto di Adriano Di Benedetto

© Pietro Romano